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Home : Cultura e Turismo : Sistema culturale : Sistema Museale : Musei e Monumenti Civici (MuMM) : Museo Civico di Palazzo Te [1] : Le Collezioni

Collezione Mesopotamia "Ugo Sissa" 
http://www.ugosissa.com/mesote.html
E' stata concessa in deposito al Museo di Palazzo Te dagli eredi di Ugo Sissa, grande architetto e pittore mantovano (1913-1980), che ricoprì il prestigioso incarico di Capo architetto a Baghdad tra il 1953 e il 1958. La sua collezione, tra le pochissime raccolte pubbliche di arte mesopotamica in Italia, è costituita da circa 250 pezzi e risulta di notevole importanza anche per l'estensione cronologica dei reperti, databili tra la fine del VI millennio a.C. e la fine del I millennio d.C.  
   
      
Donazione "Arnoldo Mondadori"   
La sezione comprende diciannove dipinti di Federico Zandomeneghi (1841-1917) e tredici di Armando Spadini (1883-1925), raccolti nel corso della sua operosa esistenza da Arnoldo Mondadori e donati a Palazzo Te dagli eredi dell'editore di origine mantovana. La collezione costituisce il principale riferimento per studiosi e appassionati, poiché ospita il maggior nucleo di opere appartenenti ai rispettivi artisti.
Federico Zandomenghi, veneziano di nascita, si formò a Firenze, passando dalle esperienze dei macchiaioli a una pittura influenzata dalle tematiche realistiche e sociali. Nel 1874, trasferitosi a Parigi, legò la propria produzione a quella degli impressionisti e in particolare all'arte di Degas, del quale era amico personale. Armando Spadini, fiorentino, prese pure le mosse dalla pittura dei macchiaioli per approdare, verso il termine della sua breve esistenza, a una personale rimeditazione dell'impressionismo, volta a indagare gli eventi della vita quotidiana e gli affetti familiari.  
   
     
Raccolta Egizia "Giuseppe Acerbi"   
Giuseppe Acerbi (1773-1846), illustre cittadino mantovano di Castel Goffredo e Console d'Austria in Egitto, partecipò nel 1829 ad alcune fasi della celebre spedizione archeologica condotta da Jean François Champollion, il decifratore dei geroglifici. Tra la fine degli anni Venti ed i primi anni Trenta del secolo, l'Acerbi ebbe modo di formare un'importante raccolta di materiali archeologici, che nel 1840 donò alla città di Mantova. Introdotta da una saletta didattica, la sua collezione è interamente esposta.
Particolarmente interessanti risultano essere: le sculture della prima sala, talora arricchite da iscrizioni geroglifiche che includono cartigli reali; la grande testa bronzea della regina Arsinoe, sposa di Tolomeo III; gli amuleti, con frequenti raffigurazioni di animali sacri e divinità; gli shuebte; i vasi canopici di alabastro; il gatto di bronzo, straordinario per eleganza e dimensioni; la scultura lignea raffigurante il cane Anubi. 
   
     
Sezione Gonzaghesca  
La sezione è costituita da materiali legati prevalentemente alla storia mantovana di età gonzaghesca (1328-1707): una raccolta numismatica, una collezione di coni e punzoni, l'antica serie di pesi e misure dello Stato di Mantova. L'esposizione si sviluppa lungo l'affascinante percorso dell'ala occidentale, ove un ponte di trentacinque metri consente di ammirare la struttura delle sottostanti volte progettate da Giulio Romano.

Raccolta di Pesi e Misure
Sono esposti i campioni delle unità di peso e misura (lunghezza e capacità) dello Stato gonzaghesco. Tanto il pezzo più antico, uno staio del 1416, quanto i 22 pezzi del 1554 sono bellissime fusioni di bronzo, preziosamente ornate. E' interessante notare come l'autorità di governo stabilisse precise unità di misura per i generi più disparati, dall'olio da ardere, al vino, ai mattoni, alle tegole. 

Collezione Numismatica
E' costituita da 560 monete che offrono una buona documentazione della produzione della zecca di Mantova dal Trecento al Settecento. La monetazione gonzaghesca è particolarmente apprezzata per la varietà e la bellezza dei tipi, oltre che per la qualità del conio. Accanto alle monete è esposta una raccolta di medaglie dei Gonzaga e di illustri personaggi mantovani, di notevole interesse sia per la qualità dei pezzi, sia per i soggetti effigiati. La collezione è completata da una significativa scelta dei coni serviti per fabbricare le monete di Mantova e di alcuni punzoni utilizzati dall'incisore per imprimere le immagini sul conio. 

 


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