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Home : Ambiente : Ambiente - Tel. 0376338231 : Aria : Il Buco dell'Ozono

Il Buco dell'Ozono

Negli ultimi decenni è stato rilevato che in primavera lo strato di ozono stratosferico (compresa tra i 10 e i 30 Km di altezza) in un'area al di sopra dell'Antartide è diminuito di circa il 40%: il fenomeno viene indicato "buco dell'ozono.
L'ozono presente nella stratosfera ha un ruolo importante nel filtrare il passaggio della maggior parte dei raggi solari ultravioletti (U.V.) proveniente dal sole impedendo di raggiungere la superficie terrestre. La funzione e l'importanza dello strato di ozono deriva dal fatto che i raggi UV sono tanto energetici da scomporre importanti molecole come il DNA (potere mutageno) e, se non sufficientemente schermati , possono far aumentare l'incidenza di tumori della pelle, l'incremento delle cataratte e delle deficienze immunitarie, provocando inoltre danni alle comunità vegetali forestali di interesse agronomico e agli ecosistemi acquatici.

Tra i maggiori responsabili dell'erosione dello strato di ozono sembrano esserci sostanze come NO, Nox e i clorofluorocarburi (CFC) commercialmente noti come "Freons".
Questi gas sono stati inventati negli anni '20 e da allora prodotti e utilizzati in grandi quantità come refrigeranti per impianti frigoriferi e condizionatori d'aria, propellenti per bombolette di aerosol e come agenti schiumogeni.
Un tempo i CFC erano considerati sostanze ideali per impieghi industriali perché economici, stabili ed inerti e pertanto non tossici; ma proprio questa loro mancanza di reattività li rende potenzialmente pericolosi per l'ozono stratosferico.
I gas inerti non si degradano facilmente nella troposfera (la fascia più bassa dell'atmosfera) e di conseguenza raggiungono la stratosfera posta a maggiore altezza. In questa regione per azione dei raggi UV le molecole vengono scisse in forme più reattive che sono in grado di interagire con l'ozono e determinare la sua distruzione.

Per porre rimedio a questo problema si è progressivamente vietato l'uso dei CFC in modo da eliminare l'ulteriore loro immissione in atmosfera (a tal scopo i rappresentanti delle nazioni industrializzate si sono riuniti a Montreal nel 1987); ciò non è comunque risolutivo considerando che tali gas persistono nell'atmosfera per decenni (essi hanno un tempo di permanenza che varia, a seconda dell'altezza, da 1 a 300 anni).
Sono in corso studi per comprendere più approfonditamente il chimismo della stratosfera per trovare eventuali rimedi, per stabilire quanto il problema possa avere implicazioni su scala planetaria o se rimarrà legato alla stratosfera sopra la regione antartica dove vigono condizioni meteorologiche uniche.

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